Venerdì 14 gennaio, a Milano, si è tenuta la presentazione della ricerca “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane” (qui trovate le slide mostrate durante il convegno) condotta tra maggio e novembre 2010 dagli studenti del Master in Social Media Marketing & Web Communication della Scuola di Comunicazione IULM allo scopo di indagare l’utilizzo dei social media da parte delle aziende italiane. Esattamente 720 le imprese prese in considerazione, appartenenti a 6 diversi settori merceologici:
- moda
- alimentare
- hospitality
- pubblica amministrazione
- banche
- elettronica
La ricerca si è concentrata su tre particolari dimensioni del comportamento delle aziende nei confronti dei social media (orientamento ai social media, gestione ed efficacia delle azioni adottate) ed è stata effettuata attraverso un’analisi desk, dei sondaggi online e delle interviste cati.
La misura di queste tre dimensioni ha consentito di costruire il cosiddetto “SocialmediAbility”, un indice grafico a forma di triangolo che sintetizza le percentuali della presenza e dell’uso dei social media da parte delle aziende.
Tenendo presente che la ricerca non ha tenuto conto dell’aspetto qualitativo, ci troviamo di fronte a un panorama desolante. Se a livello generale si nota quasi ovunque una buona presenza nell’ambito del Web 1.0 con percentuali positive di siti attivati e di altre forme d’interattività (come forum ed email), la situazione precipita sul lato 2.0: infatti solamente il 32,5% utilizza almeno un canale social nel proprio piano di comunicazione aziendale e la stragrande maggioranza delle aziende non inserisce link collegati ai propri profili social all’interno del sito del brand.
Oltre a un’innegabile grado di pregiudizio nei confronti dei social media (spesso marchiati come luoghi della fannulloneria), questo atteggiamento ambivalente viene giustificato dalle aziende stesse con una scarsa conoscenza sia delle opportunità strategiche offerte dal Web 2.0 (58%) che dell’utilizzo concreto degli strumenti (46%).
In Yooplus lavoriamo per fornire un’alternativa positiva a questa buia fotografia di un’Italia rimasta al Medioevo digitale: abbiamo raccolto da tempo la sfida posta dal Web 2.0 e conosciamo le grandi possibilità di interazione e di business derivanti dall’adozione e dall’utilizzo strategico delle tecnologie sociali.
Da questa consapevolezza sono nate le piattaforme We+ e Nu+ con cui è possibile creare ambienti telematici imperniati sul dialogo in real-time, sulla collaborazione, sulla trasparenza, sull’aggregazione di interessi e finalità comuni, permettendo di migliorare la comunicazione (sia verso l’esterno che verso l’interno), di rendere gli iter aziendali più flessibili e fluidi, di valorizzare le singole professionalità e aumentare la produttività dell’impresa.
Insieme possiamo mettere la dimensione sociale e digitale al centro delle strategie della comunicazione aziendale in Italia, recuperando il tempo perduto tra dubbi infondati e pregiudizi inconsistenti.